Dell’Utri e la giustizia senza pietas

La metafora non è nuova, ma il fatto che l’abbiano usata in molti, anche titolati, vuol dire che ha una sua efficacia prospettica. Vorrei tornare sulla vicenda Dell’Utri con lo sguardo di un Marziano sceso sulla Terra dopo aver stabilito il Contatto con i nostri codici, linguistici e politici. Lette le notizie il nostro alieno scrive ai suoi :”Che pianeta è questo che nega a signore di una certa età, con gravi problemi di salute generale, in più con un tumore alla prostata, il diritto di lasciare il carcere per curarsi in condizioni più Umane?”. Dalla navicella ricordano che la storia si svolge in Occidente, in Italia, , in un paese di diritto, in un paese con solide radici cristiane. Dov’è finita allora la Pietas, si chiede il marziano, e la Legge e la Pietas non possono convivere? La Legge del resto non è del tutto oggettiva, ha una dimensione storica, contestuale e interpretativa. Vuol dire che sono gli uomini a farle ma anche ad applicarle, con diverse sfumature etiche e filosofiche pur sempre nei confini del sacrosanto, se non santo, principio di uguaglianza che vale per tutti i Cittadini. La Pietas non è solo un dono divino ma si applica per estensione rapporto con gli altri, con l’Altro, dove l’Altro non è solo il diverso, il migrante, il diversamente posizionato, diciamo così, nella sfera di diritti. L’Altro è anche la Persona nella sua essenza, che soffre per le malattie e si spaventa di fronte alla morte potenziale. Quando poi l’alieno scopre che ad alcuni il diritto, quello di curarsi in ospedale o ai domiciliari, anche se condannati, viene dato e ad altri no, decide di lasciare il pianeta Terra o comunque il pianeta Italia. Alla ricerca di mondi dove la Giustizia si toglie la benda davanti al dolore, se alcune condizioni vengono ovviamente rispettate, gravità della malattia, mancanza del pericolo di fuga etc. Come vedete, e qui parlo io che marziano ancora non sono, non sono volutamente entrato nel merito giudiziario e giuridico della vicenda Dell’Utri. Sempre in termini di prospettive, basta guardare il gigantesco iceberg morale di questi giorni. Il nostro alieno non conosce le finezze della nostra retorica applicata alla politica. La metonimia, lo scambio della causa con l’effetto, è uno degli artifici comunicativi del potere. Il sacrificio di Dell’Utri rivela in controluce la punizione di Berlusconi. Forse è solo un effetto ottico, ma tutta questa breve riflessione è incentrata sul punto di vista, sullo sguardo. Ora basta non voltare la testa dall’altra parte e farci sommergere dalla Vergogna.

Claudio Brachino

Il Giornale

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